Misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati.

Misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati.

Istruzione del reddito sociale garantito

XV Legislatura

Numero 153 del 24.07.08

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,
la povertà è un fenomeno in preoccupante crescita che investe tutta la nazione ma che è ancor più grave nella nostra Regione ove solo tempestive misure legislative possono gestire una situazione altrimenti esplosiva.
I dati allarmanti offerti dalle più recenti indagini evidenziano la necessità di porre al centro della politica regionale il tema del sostegno al reddito dei vecchi e dei nuovi poveri.
Un richiamo questo, peraltro, già espresso nella nostra Costituzione, che in più articoli sancisce il diritto del sostegno al reddito delle persone, a partire dal conosciutissimo principio secondo cui l’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro’ (articolo 1), per continuare con altri fondamentali e costituzionalmente garantiti principi secondo i quali: …È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’. (articolo 3); La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto… (articolo 4); La Repubblica tutela il lavoro… cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori…’ (articolo 35; I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di disoccupazione involontaria (articolo 38), per citarne alcuni.
Non possiamo, inoltre, mancare di annoverare l’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea in materia di sicurezza e assistenza sociale, ove al comma 3 sancisce testualmente: AI fine di lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l’Unione riconosce e rispetta il diritto all’assistenza sociale e all’assistenza abitativa volte a garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali’.
C’è dunque un vuoto di politiche passive per il lavoro e di politiche di protezione sociale da colmare, e tanto più nella nostra Regione dove il problema di nuove garanzie sociali, del reddito diretto (monetario) e di quello indiretto (beni e servizi) si manifesta con maggiore preoccupazione per via della simultanea presenza di situazioni di disagio che vivono le nostre famiglie: il lavoro che non c’è, il lavoro nero, il lavoro precario e sottopagato, a cui si aggiungono il problema della casa, le questioni economiche, ecc…
Secondo i dati emersi da una recente indagine condotta dall’ISTAT sulle condizioni delle famiglie italiane, il 65 per cento delle famiglie povere risiede al Sud, con un picco notevole in Sicilia dove risulta povera una famiglia su tre. In siffatto scenario, il presente disegno di legge, che auspichiamo trovi una rapida approvazione da parte di tutte le forze politiche presenti all’Assemblea, mira non solo ad intervenire sulle emergenze sociali e sulla povertà ma ad incidere affinché non si arrivi alla gestione dell’emergenza e del disagio.
L’articolato legislativo non si propone, pertanto, di inserire nuovi elementi di assistenzialismo’ ma di dare una concreta risposta alle pressanti e legittime istanze che provengono da quanti disoccupati, inoccupati, precari, sottoccupati e sottopagati non vedono riconosciuta nella nostra regione la dignità di ogni cittadino europeo, con il rischio di gravi ripercussioni sul tessuto democratico della nostra Regione. In questa direzione, l’articolo 1 espone i principi e le finalità della legge, tesa appunto a fornire un sostegno al reddito dei soggetti inoccupati e di quelli la cui condizione lavorativa è caratterizzata da una marcata precarietà. Allo scopo di favorire l’inclusione sociale per i lavoratori disoccupati, inoccupati o precariamente occupati, si istituisce il reddito sociale garantito’, come misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale nonché strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico e sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nel mercato del lavoro’ (comma 2).
Gli articoli 2 e 3 individuano nel dettaglio le diverse categorie di soggetti beneficiari delle prestazioni dirette ed indirette previste dalla legge.
In particolare ai soggetti del tutto privi di occupazione viene riconosciuto il beneficio delle prestazioni dirette (monetarie) e indirette (beni e servizi) previste dalla legge; a quelli precariamente occupati ma con carattere di continuità, che percepiscano comunque un reddito inferiore alla soglia stabilita per accedere ai benefici, viene riconosciuto il solo sostegno indiretto (articolo 5); coloro che, rimanendo anch’essi al di sotto del parametro di riferimento, lavorano precariamente in maniera saltuaria e discontinua beneficiano invece, al pari dei disoccupati, dell’intero trattamento, sia in forma diretta che indiretta. I soggetti destinatari del reddito sociale garantito devono essere privi di reddito ovvero con un reddito che, tenuto conto di qualsiasi emolumento a qualunque titolo percepito e da chiunque erogato, non sia superiore alla soglia di povertà stabilità in euro 450,00 mensili per una persona che vive sola, con una maggiorazione che varia per ogni ulteriore componente o altra fattispecie prevista, quale, ad esempio, assenza del coniuge, presenza di figli minori o con handicap, etc.
Il reddito sociale garantito è destinato prioritariamente ai soggetti che hanno a carico figli minori o figli con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (articolo 3, comma 3). La situazione reddituale è definita, inoltre, dalla somma dei redditi riferiti al nucleo familiare composto dal richiedente, dalle persone con le quali convive e da quelle considerate a suo carico ai fini IRPEF. L’articolo 7, comma l, prevede, altresì, l’obbligo per i soggetti ammessi al reddito sociale garantito di comunicare tempestivamente ogni variazione, anche derivante dalla mutata composizione familiare, delle condizioni di reddito e di patrimonio dichiarate al momento della presentazione della domanda e comunque di confermare ogni sei mesi il persistere delle condizioni stesse. Va sottolineato che ai soggetti in età lavorativa, non occupati ed abili al lavoro, sono richieste la disponibilità a frequentare corsi di formazione professionale e la disponibilità al lavoro, che va documentata attraverso l’iscrizione all’Ufficio di collocamento. Per i suddetti soggetti si prevede l’obbligo di accettare l’offerta di lavoro anche a tempo determinato che dovessero ricevere nell’ambito delle disposizioni vigenti in materia di inserimento al lavoro, pena la revoca delle prestazioni.
Nel caso di assunzione del beneficiario con contratto di lavoro a tempo indeterminato, qualora il relativo reddito superi il limite stabilito dalla legge (comma 6, articolo 3) opera la decadenza dalle prestazioni previste. Al fine di garantire che le prestazioni monetarie previste dalla legge siano effettivamente destinate a superare le concrete situazioni di disagio sociale, l’articolo 3, comma 10, sancisce che allorché sussistano situazioni di conflitti familiari accertate dai servizi sociali, la prestazione è erogata a persona diversa dal capofamiglia o da chi ha presentato domanda, ovvero alla persona che maggiormente garantisce l’effettivo utilizzo della prestazione a beneficio di tutto il nucleo familiare’.

I beneficiari del reddito sociale garantito, per l’accesso alle prestazioni, devono, inoltre, possedere: a) la residenza nella regione da almeno due anni; b) l’iscrizione alle liste di collocamento; c) un reddito personale imponibile non superiore a 7.500,00 euro nell’anno precedente la presentazione dell’istanza, salvo per i lavoratori con retribuzione ridotta. L’articolo 4 prevede, inoltre, il riconoscimento ai fini pensionistici del periodo di fruizione del reddito sociale minimo.

L’articolo 5 indica in 5.400 euro annui la somma da erogare in forma diretta ai soggetti totalmente privi di occupazione rivalutata sulla base degli indici sul costo della vita elaborati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT).

Per i soggetti che svolgono attività lavorativa da cui consegue un reddito inferiore all’ammontare del reddito sociale garantito, l’importo sarà ridotto della metà.

Al comma 3 l’articolo 5 prevede una serie di prestazioni indirette volte a garantire nello specifico:

a) la gratuità dell’accesso ai trasporti pubblici su gomma e su ferrovia ed al servizio sanitario, nonché l’esclusione di ogni onere per l’iscrizione e la partecipazione a corsi di formazione professionale e di istruzione, anche di grado universitario;

b) il dimezzamento dei costi delle utenze relative alle forniture di gas e acqua, e la determinazione di una tariffa sociale con riferimento al servizio di elettricità e di telefonia, previa stipula di convenzioni con i relativi enti erogatori;

c) la determinazione di un canone sociale per l’utilizzo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica;

d) la fruizione gratuita, anche in collaborazione con gli enti locali, di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo, previa stipula di convenzioni con gli enti gestori di teatri, cinema, musei, biblioteche, librerie, sale da concerto e centri sportivi. Al comma 4 si prevede l’accesso alle prestazioni indirette anche per i soggetti titolari di pensioni sociali e minime nonché per i componenti di nuclei familiari ricompresi nei limiti di reddito previsti dalla presente legge.

In particolare alle prestazioni indirette di cui alle lettere b) e d) si stabilisce che la Regione concorra entro il tetto massimo di 2.500,00 euro l’anno (comma 6, articolo 5).

L’articolo 6 attribuisce agli Uffici per l’impiego territorialmente competenti la parte attuativa della legge e del relativo regolamento, affidando loro il compito di redigere le graduatorie dei beneficiari delle prestazioni, sulla base delle indicazioni della Giunta regionale che con propria deliberazione definisce i criteri per la formazione, su base provinciale, delle graduatorie, tenendo conto, fra l’altro, del rischio di esclusione sociale e di marginalità nel mercato del lavoro, con particolare al sesso, all’età, all’area geografica di appartenenza in relazione al tasso di disoccupazione, ai carichi familiari, alla situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, alla condizione abitativa’ (comma 2).

Il reddito sociale garantito viene corrisposto dall’Assessorato del lavoro per il tramite degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione. Presso il medesimo Assessorato è istituito, altresì, l’Ufficio centrale per il rilevamento dello stato di disoccupazione e di precarizzazione del lavoro e per l’erogazione del reddito sociale garantito, cui è affidato il compito specifico di coordinamento dell’attività degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione (comma 5, articolo 6). All’articolo 7 sono previste, tra l’altro, le sanzioni applicabili ai beneficiari in caso di dichiarazioni non veritiere, nonché la decadenza dalle agevolazioni e dai benefici di legge per il soggetto che venga assunto con un contratto a tempo indeterminato. Nel caso specifico in cui il beneficiario, all’atto della presentazione dell’istanza o nelle successive integrazioni, dichiari il falso in ordine anche ad uno solo dei requisiti previsti dall’articolo 3, comma 6, l’erogazione delle prestazioni è sospesa e il beneficiario medesimo è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito ed è escluso dalla possibilità di richiedere l’erogazione di tali prestazioni, pur ricorrendone i presupposti, per un periodo doppio di quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato.

L’articolo 8 indica le modalità di attuazione della legge attraverso il Regolamento regionale da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

L’articolo 9 si occupa della copertura finanziaria, prevedendo tra l’altro la costituzione di uno speciale Fondo regionale per il reddito sociale garantito’.

L’articolo l0 prevede l’abrogazione delle norme contrarie ed incompatibili con la legge.

L’articolo 11 la norma finale.

—O—
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
Art. 1.
Principi e finalità

1. La Regione, nel rispetto dei principi sanciti dall’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 18 dicembre 2000, n.2000/C 364/01, dei principi costituzionali di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 35 e 38 della Costituzione e in conformità ai principi dello Statuto regionale, promuove e sostiene le politiche passive per il lavoro e le politiche di protezione sociale.

2. La Regione, in attuazione dei principi e delle politiche di cui al comma l, istituisce il reddito sociale garantito allo scopo di favorire l’inclusione sociale dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati, quale misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale nonché strumento di rafforzamento delle politiche finalizzate al sostegno economico e sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio della marginalità nel mercato del lavoro.
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini della presente legge si intendono:

a) per disoccupati’, coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo, sono alla ricerca di una nuova occupazione;

b) per inoccupati’, coloro che, senza aver precedentemente svolto un’attività lavorativa, sono alla ricerca di un’occupazione; c) per lavoratori occupati con discontinuità’ i lavoratori che, nell’anno precedente, hanno lavorato complessivamente non più di otto mesi, indipendentemente dalla natura del rapporto contrattuale;

d) per lavoratori occupati con continuità’ i lavoratori che, nell’anno precedente hanno lavorato con continuità, indipendentemente dalla natura del rapporto contrattuale;

e) per lavoratori con ridotta retribuzione’, i lavoratori che, per effetto dell’astensione anche facoltativa del lavoro durante i periodi di congedo per maternità o paternità, ovvero usufruendo di periodi di aspettativa non retribuita, con esclusione delle ipotesi previste dall’articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori: della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento) e successive modifiche, hanno subito nell’anno precedente una riduzione della propria retribuzione.
Art. 3.
Soggetti beneficiari e requisiti
1. Sono beneficiari del reddito sociale garantito di cui all’articolo 4:
a) i disoccupati;
b) gli inoccupati;
c) i lavoratori occupati con discontinuità;
d) i lavoratori occupati con continuità, limitatamente alle prestazioni indirette di cui all’articolo 4, comma 3;
e) i lavoratori con ridotta retribuzione.

2. Ai fini dell’accesso al reddito sociale garantito i soggetti destinatari devono essere privi di reddito ovvero con un reddito che, tenuto conto di qualsiasi emolumento a qualunque titolo percepito e da chiunque erogato, non sia superiore alla soglia di povertà stabilità in euro 450,00 mensili per una persona che vive sola, con una maggiorazione dello 0,35 per cento per ogni ulteriore componente; dello 0,2 per cento in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori; dello 0,5 per cento per ogni componente con handicap di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 o invalidità superiore al 66 per cento, e dello 0,2 per i nuclei familiari con figli minori in cui entrambi i genitori svolgano attività di lavoro.

3. Il reddito sociale garantito è destinato prioritariamente ai soggetti che hanno a carico figli minori o figli con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

4. I soggetti destinatari debbono altresì essere privi di patrimonio sia mobiliare, sotto forma di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni di investimento e depositi bancari, sia immobiliare, fatta eccezione per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale se posseduta a titolo di proprietà, il cui valore non può accedere la soglia indicata dal regolamento di cui al successivo articolo 8.

5. La situazione reddituale è definita dalla somma dei redditi riferiti al nucleo familiare composto dal richiedente, dalle persone con le quali convive e da quelle considerate a suo carico ai fini IRPEF.

6. I beneficiari di cui al comma 1 devono possedere, al momento della presentazione dell’istanza per l’accesso alle prestazioni, i seguenti requisiti:

a) residenza nella Regione da almeno due anni;

b) iscrizione alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego territorialmente competenti da almeno un anno;

c) reddito personale imponibile non superiore a 7.500,00 euro nell’anno precedente la presentazione dell’istanza.

7. Ai lavoratori con ridotta retribuzione di cui al comma l, lettera e), non è richiesto il requisito previsto dal comma 6, lettera b).

8. Ai soggetti in età lavorativa, non occupati ed abili al lavoro, sono richieste la disponibilità a frequentare corsi di formazione professionale e la disponibilità al lavoro, da documentare attraverso l’iscrizione all’Ufficio di collocamento.

9. Il diritto al reddito sociale garantito matura dalla data di accoglimento della domanda. Esso non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile.

10. Al fine di garantire che le prestazioni monetarie di cui alla presente legge siano effettivamente destinate a superare le concrete situazioni di disagio sociale, allorché sussistano situazioni di conflitti familiari accertate dai servizi sociali, la prestazione è erogata a persona diversa dal capofamiglia o da chi ha presentato domanda, ovvero alla persona che maggiormente garantisce l’effettivo utilizzo della prestazione a beneficio di tutto il nucleo familiare.

Art. 4.
Calcolo ai fini pensionistici del reddito sociale minimo

1. Il periodo di fruizione del reddito sociale minimo va calcolato ai fini pensionistici, con criteri e modalità che sono indicati nel regolamento di cui all’articolo 8.

Art. 5.
Reddito sociale garantito.
Prestazioni dirette e indirette

1. Il reddito sociale garantito si articola in prestazioni dirette e indirette.

2. Le prestazioni dirette consistono:

a) per i soggetti indicati all’articolo 3, comma l, lettere a) e b), in somme di denaro non superiori ad euro 5.400,00 l’anno, rivalutate sulla base degli indici sul costo della vita elaborati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT);

b) per i soggetti che svolgono attività lavorativa da cui consegue un reddito inferiore all’ammontare del reddito sociale garantito, l’importo indicato alla lettera a) sarà ridotto della metà.

3. Le prestazioni indirette sono volte a garantire:

a) la gratuità dell’accesso ai trasporti pubblici su gomma e su ferrovia ed al servizio sanitario, nonché l’esclusione di ogni onere per l’iscrizione e la partecipazione a corsi di formazione professionale e di istruzione, anche di grado universitario;

b) il dimezzamento dei costi delle utenze relative alle forniture di gas e acqua, e la determinazione di una tariffa sociale con riferimento al servizio di elettricità e di telefonia, previa stipula di convenzioni con i relativi enti erogatori;

c) la determinazione di un canone sociale per l’utilizzo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, da stabilirsi nel regolamento di cui all’articolo 8;

d) la fruizione gratuita, anche in collaborazione con gli enti locali, di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo, previa stipula di convenzioni con gli enti gestori di teatri, cinema, musei, biblioteche, librerie, sale da concerto e centri sportivi.

4. Accedono alle prestazioni indirette di cui al comma 3 anche i soggetti titolari di pensioni sociali e minime nonché i componenti di nuclei familiari ricompresi nei limiti di reddito previsti dalla presente legge.

5. Le prestazioni dirette di cui al comma 2 sono cumulabili con trattamenti previdenziali ed assistenziali percepiti dal soggetto che ne beneficia, entro i limiti degli importi stabiliti ai sensi del medesimo comma 2.

6. Le prestazioni indirette di cui al comma 3, lettere b) e d), sono riconosciute complessivamente nei limiti dell’importo massimo di euro 2.500,00 l’anno.

7. Le prestazioni previste al comma 1 sono personali e non sono cedibili a terzi.

Art. 6.
Modalità di accesso alle prestazioni

1. Per accedere alle prestazioni di cui all’articolo 5 i soggetti in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 3 presentano annualmente istanza ai Centri per l’impiego territorialmente competenti.

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, previa consultazione con le rappresentanze istituzionali degli enti territoriali e con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello regionale, e previo parere della Commissione parlamentare legislativa competente in materia, con propria deliberazione definisce i criteri per la formazione, su base provinciale, delle graduatorie, tenendo conto, fra l’altro, del rischio di esclusione sociale e di marginalità nel mercato del lavoro, con particolare riferimento al sesso, all’età, all’area geografica di appartenenza in relazione al tasso di disoccupazione, ai carichi familiari, alla situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, alla condizione abitativa.

3. Sulla base dei criteri definitivi dalla deliberazione di cui al comma 2, i Centri provinciali per l’impiego, sentita la commissione di concertazione provinciale, adottano una specifica graduatoria dei beneficiari delle prestazioni.

4. Il reddito sociale garantito è corrisposto dall’Assessorato del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell’immigrazione, per il tramite degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione.

5. Presso l’Assessorato del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell’immigrazione viene istituito l’Ufficio centrale per il rilevamento dello stato di disoccupazione e di precarizzazione del lavoro e per l’erogazione del reddito sociale garantito, con specifici compiti di coordinamento dell’attività degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione.

Art. 7.
Obblighi dei soggetti destinatari e cause di sospensione, esclusione e decadenza dalle prestazioni.

1. I soggetti ammessi al reddito sociale garantito hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente ogni variazione, anche derivante dalla mutata composizione familiare, delle condizioni di reddito e di patrimonio dichiarate al momento della presentazione della domanda e comunque confermare ogni sei mesi il persistere delle condizioni stesse.

2. I soggetti in età lavorativa, non occupati ed abili al lavoro, di cui al comma 8 dell’articolo 3 hanno l’obbligo di accettare l’offerta di lavoro anche a tempo determinato che dovessero ricevere, nell’ambito delle disposizioni vigenti in materia di inserimento al lavoro.

3. La non ottemperanza dell’obbligo di cui al comma 2, comporta la revoca delle prestazioni.

4. Nel caso in cui il beneficiario, all’atto della presentazione dell’istanza o nelle successive integrazioni, dichiari il falso in ordine anche ad uno solo dei requisiti previsti dall’articolo 3, comma 6, l’erogazione delle prestazioni di cui all’articolo 5, è sospesa e il beneficiario medesimo è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito ed è escluso dalla possibilità di richiedere l’erogazione di tali prestazioni, pur ricorrendone i presupposti, per un periodo doppio di quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato.

5. Nel caso di assunzione del beneficiario con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, opera la decadenza dalle prestazioni qualora il relativo reddito superi il limite indicato dall’articolo 3, comma 6, lettera c).

6. All’individuazione di ulteriori cause di sospensione, esclusione e decadenza dalle prestazioni si provvede con il regolamento di cui all’articolo 8.

Art. 8.
Regolamento regionale di attuazione e integrazione

1. Con regolamento regionale di attuazione ed integrazione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa consultazione con le rappresentanze istituzionali degli enti territoriali e con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello regionale, fatta salva la potestà regolamentare della provincia si provvede, in particolare, a:

a) individuare le ulteriori cause di sospensione, esclusione e decadenza dalle prestazioni medesime;

b) definire le modalità per lo svolgimento dell’attività regionale di controllo e monitoraggio in ordine all’attuazione della presente legge;

c) individuare le misure delle prestazioni previste dall’articolo 5, calcolate tenendo conto del criterio di proporzionalità secondo apposite fasce di reddito;

d) definire le modalità di gestione del fondo regionale per il reddito sociale garantito di cui all’articolo 9;

e) individuare i criteri di riparto delle risorse da destinare alle province regionali ai fini della erogazione delle prestazioni.

Art. 9.
Disposizioni finanziarie

1. La Regione, nei limiti delle risorse disponibili, destina annualmente in favore delle province regionali, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui all’articolo 8, le somme occorrenti per garantire l’erogazione delle prestazioni.

2. Per le finalità della presente legge è istituito, nell’ambito dell’U.P.B., un apposito capitolo di spesa denominato Fondo regionale per il reddito sociale garantito’ con lo stanziamento di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2008, 2009 e 2010.

3. Alla copertura degli oneri di cui al comma 2 si provvede mediante la riduzione del capitolo dell’U.P.B. e con gli stanziamenti della Comunità europea.

Art. 10.
Abrogazioni di norme

1. Sono abrogate le norme contrarie o incompatibili con la presente legge.

Art. 11.
Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

GRUPPO PARLAMENTARE
Movimento per l’Autonomia

INIZIATIVA
Parlamentare

FIRMATARI
Lentini Salvatore (MPA).
• Caronia Maria Anna (MPA).
• Federico Giuseppe (MPA).
• Leanza Nicola (MPA).

ARGOMENTI
Lavoro

ORGANO D’ESAME
5. Quinta Commissione – Cultura, Formazione e Lavoro

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