Periferie

Periferie

Lo squilibrio, in termini di servizi ed attenzione politica ed amministrativa, fra “centro” e periferie costituisce uno storico problema ed il suo superamento deve essere obiettivo centrale. Una città delle dimensioni di Palermo non può più ignorare questa realtà e deve invece avviare un percorso deciso per valorizzare le realtà periferiche come “volano” di uno sviluppo solido ed inclusivo.

Decentramento

  • a distanza di decenni va finalmente definito il trasferimento di competenze effettive alle Circoscrizioni, che devono poter contare su uno status definito, compiti precisi e strumenti per incidere realmente sulla realtà locale;
  • istituire presso ciascuna Circoscrizione postazioni dirigenziali e sportelli “satellite” di ciascuna area/servizio, per consentire di gestire in autonomia gli interventi manutentivi minori;
  • con lo sviluppo della digitalizzazione le circoscrizioni devono divenire ad ogni effetto gli “sportelli” cui cittadini ed imprese possono rivolgersi per gli adempimenti di loro interesse, evitando l’ingolfamento delle strutture centrali e favorendo un accesso più agevole ai servizi comunali;
  • il decentramento deve interessare anche le programmazioni culturali e sociali, valorizzando il ruolo di “prossimità” delle Circoscrizioni e la loro capacità di interlocuzione con le realtà associative, scolastiche, religiose ed economiche del territorio;

Riqualificare la costa sud

  • l’abbandono del lunghissimo litorale che da Sant’Erasmo arriva fino ad Acqua dei Corsari è stato un errore storico cui porre rimedio: Palermo deve poter ritrovare il suo naturale rapporto con il mare, valorizzando il litorale per scopi turistici e migliorando la qualità della vita di chi vive in quell’area;
  • un impegno primario è quello del completamento delle infrastrutture già progettate per la completa abolizione degli scarichi fognari e la riqualificazione ambientale della spiaggia;
  • va definita una progettualità condivisa, anche ricorrendo allo strumento dei partenariati pubblico-privati (investimenti privati con concessione di gestione) per la ri-naturalizzazione della costa, la creazione di servizi, l’insediamento di strutture ricettive e l’utilizzo balneare;
  • valorizzare il porticciolo della Bandita, anche in vista di una sua fruizione diportistica e sportiva ed implementare programmi di attività culturali e sportive per incrementare l’attrattività della zona;

Animare la città: portare cultura e sociale sul territorio

  • occorre invertire la logica secondo cui esistono aree “utili” ed aree destinate ad essere marginali: le attività culturali, sportive e sociali devono interessare tutto il territorio e, in periferia, possono contribuire a fornire ai più giovani modelli positivi ed occasioni per sviluppare percorsi di crescita personale e lavorativa;
  • in particolare, accanto al ruolo di luoghi e strumenti tradizionali (biblioteche, musei, spazi teatrali) vanno favorite le sperimentazioni e gli spazi per la street e l’urban art, avviando – in partenariato con associazioni e scuole – anche “performing center”;
  • un ruolo fondamentale può e deve essere interpretato dalle realtà del territorio: occorre prevedere il sostegno agli oratori, alle associazioni sportive e di promozione sociale e culturale e lasciare definire le priorità d’intervento alle circoscrizioni assieme al territorio stesso;
  • il recupero di spazi abbandonati di proprietà comunale – quali aree verdi e impianti sportivi inattivi – va incoraggiato con misure dedicate e con l’affidamento a lungo termine alla realtà associative;